Dalla pagina al dialogo, storie che diventano incontro: il gruppo lettura del Liceo Salutati

Gruppo Lettura

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da Segreteria

del mercoledì, 15 aprile 2026

Dalla pagina al dialogo, storie che diventano incontro: il gruppo lettura del Liceo Salutati

Il gruppo di lettura del Liceo Salutati si conferma, anno dopo anno, come una delle iniziative più vive e feconde dell’istituto; nato nel 2017, è divenuto a buon diritto una tradizione.  Vede la partecipazione appassionata di docenti e studenti uniti dal comune desiderio di interrogare i testi e, attraverso questi, la complessità dell’esperienza umana. A guidare i ragazzi in  questo percorso, i docenti Desideri, Benigni, Galli e Baldi, i quali hanno saputo coltivare un ambiente di confronto autentico, in cui la parola circola libera e mai superficiale. Accanto a loro, un numero sempre crescente di alunni dimostra come, quando si offre spazio alla curiosità e al dialogo, la risposta degli studenti non tarda ad arrivare. La struttura degli incontri, ormai consolidata, riflette un’idea di partecipazione attiva e responsabile: prima di ogni appuntamento, con cadenza mensile o bimensile, adulti e ragazzi si dedicano alla lettura di un’opera scelta di volta in volta dagli stessi partecipanti. Colui o colei che propone il testo, apre l’incontro con una presentazione dell’autore e dell’opera, arricchita da cenni biografici e da suggestioni interpretative. È un esercizio prezioso, che educa non solo alla comprensione, ma anche all’esposizione critica e alla condivisione del sapere. L’ultimo incontro si è tenuto nel pomeriggio di martedì 14 aprile e ha avuto per oggetto le Memorie dal sottosuolo di Fëdor Dostoevskij, opera breve ma densissima, capace di aprire abissi di riflessione. Pubblicato nel 1864, è spesso considerato un’anticipazione della sensibilità esistenzialista novecentesca: il protagonista, un anonimo “uomo del sottosuolo”, si presenta come una coscienza lacerata, incapace di aderire ai paradigmi valoriali della società in cui vive e, insieme, prigioniera di una personale aporia legata alle proprie fragilità.  Nel  vivace commento all’opera emergono riflessioni sull periodo in cui l’opera venne pubblicata, il 1864: un anno terribile per Dostoevskij: il 15 aprile muore la moglie, il 10 luglio il fratello Michail, poche settimane dopo l'amico e prezioso collaboratore Apollon Grigor'ev. Tra le tematiche emerse nel corso della discussione, particolare rilievo ha assunto il tema dell’alienazione: il protagonista vive in una condizione di isolamento volontario che è insieme rifiuto del mondo e incapacità di abitarlo. A ciò si intreccia una critica feroce al razionalismo ottocentesco e all’illusione che l’uomo possa essere ridotto a un insieme di leggi prevedibili e calcolabili. Dostoevskij, al contrario, insiste su l'irriducibilità della libertà umana, anche quando essa si manifesta in forme autodistruttive o paradossali. Non meno significativa è la riflessione sul rapporto tra coscienza e azione: l’eccesso di consapevolezza paralizza il protagonista in una gabbia di accidiosa ignavia impedendogli di agire con autenticità. In tal senso, il “sottosuolo” diventa metafora di una interiorità che, anziché illuminare, finisce per imprigionare. L’incontro si è così trasformato in un vivace laboratorio di idee, nel quale le inquietudini di un personaggio ottocentesco hanno trovato risonanza nelle domande del presente. E forse è proprio questo il segreto della longevità del gruppo di lettura del Liceo: la capacità di dimostrare, con elegante ostinazione, che i grandi libri continuano a parlarci, a porre interrogativi, a diventare anche scomodi, visionari e perturbanti purché si abbia la pazienza, e la tenacia, di ascoltarli.

Maria Giuseppina Grilli